La montagna è nuda…o quasi

Escursionisti vestiti con solo zainetto e scarponi: il progetto fallito di Appenzello Interno.

Camminare a piedi nudi nella natura. Questo il progetto ideato da Appenzello Interno nel 2009, mettendo a disposizione entro i suoi confini, in un paesaggio da cartolina, un percorso di 11 chilometri per i cosiddetti barefooters. L’idea sembrava carina e per niente scandalosa, fino a quando dai piedi nudi si è passati al nudo integrale. Attraverso infatti a un tam tam su internet il grazioso cantone elvetico è diventato meta dei più convinti nudisti che hanno letteralmente invaso il sentiero tra le montagne.

 Adamo ed Eva senza foglia di fico…

Una coppia di tedeschi è stata la prima a dare il “la” a questa moda. Moda che ha presto preoccupato le autorità: le lamentele di alcuni cittadini non si sono fatte attendere. A settembre l’esasperazione ha portato all’arresto di un ragazzo per atti osceni in luogo pubblico, ma alla fine è stato rilasciato perché in Svizzera, in realtà, non esiste nessuna legge contro la nudità in pubblico. L’unica proposta a riguardo era stata bocciata nel 1991. Il cantone è poi corso ai ripari, approvando una legge che vieta i trekking nudi e impone multe da 200 franchi per chi non rispetta la norma.

Divieto condiviso?

Ma cosa ne pensano i cittadini di Appenzell? A fare un sondaggio, ci ha pensato nientemeno che il New York Times, incuriosito dallo strano caso dei nudisti del trekking. E ha scoperto che, sorprendentemente, la cosa non preoccupa più di tanto: se una parte di loro è contraria e un po’ scandalizzata, molti invece li trovano simpatici, altri non ci fanno caso, alcuni si lamentano dell’ennesima legge cantonale.

IL REPORTAGE DI FALO': Nudi alla meta

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