Un viaggio nel rock alternativo targato CH

Dall’urgenza del garage-beat degli anni 60 fino al punk hardcore degli anni 80, passando per la creatività della New Wave… Ebbene sì, anche la Svizzera ha avuto la sua scena alternativa. Qui ci concentriamo sulla musica underground di impronta chitarristica. Rock insomma, ma per tutti i gusti. Un breve compendio per scoprire alcune gemme nascoste del rock elvetico meno conosciuto, ma forse proprio per questo più affascinanti.


Les Sorciers – Baya
(1963)

Les Sorciers, gruppo romando dedito a tipiche sonorità surf strumentale, ci propongono un pezzo in classico stile Shadows o Ventures. Tremolo, riverbero e chitarre « liquide »: c’è tutto per i surfers!


The Mods – All the day
(1965)

Sempre dalla Svizzera francese arrivano i Mods, che ci propongono un beat scatenato, vero e proprio precursore del garage punk, il genere tanto in voga fra i ribelli capelloni degli anni 60.


The Night Birds – Quelli
(1966)

Anche il Ticino ha prodotto un notevole gruppo garage-beat, i Night Birds, che in questa canzone stile Kinks rivendicano il loro diritto di vestirsi e portare i capelli come meglio credono!


Shiver – Hey Mr. Holy Man
(1969)

Gli Shiver sono stati indubbiamente il gruppo di psichedelic rock più apprezzato che la Svizzera abbia mai prodotto. In questo etereo pezzo si sentono echi di Pink Floyd periodo Atom Earth Mother. Un incredibile viaggio lisergico.


Pacific Sound – Ballad to Jimi
(1971)

Con i Pacific Sound le sonorità si induriscono e ci si avvicina decisamente ai Deep Purple e ai Led Zeppelin. Hard Rock made in Switzerland dunque, con l’onnipresente organo hammond a tracciare arzigogoli psichedelici.


Taxi – Du Du Diva Du
(1977)

Proposta musicale assai curiosa quella dei Taxi, acid jazz e litanie arabe fanno da contrappunto ad una contemplativa ballad, che vede nella sua sezione ritmica persino dei djembè… Insomma un incredibile mix di generi che sfociano in un’atmosfera unica. New Wave? Forse… ma c’è molto altro….


Dieter Meier – Cry for fame
(1978)

Con il grande guru della musica underground svizzera Dieter Meier viriamo verso sonorità decisamente più dure. Il punk è già esploso in Inghilterra e USA, ma Meier si spinge addirittura verso un tagliente hardcore/punk ante litteram. Un vero pugno nello stomaco!


Crazy – Ech Well Frei Si
(
1980)

Anche i Crazy sparano la loro fucilata, in questo caso in svizzero tedesco: punk rock diretto, puro e semplice con cori Punk-Oi! coinvolgenti e trascinanti. Lets’ pogo! 


Yello – Bostitch
(1980)

Gli Yello sono stati forse il gruppo svizzero di maggior successo nel mondo: tecno-pop e new wave nella loro proposta musicale. La celebre Bostitch ne è un bell’esempio: sintetizzatori che sanno di Kraftwerk e voce robotica come sempre ai limiti della follia per Dieter Meier.


Stephan Eicher – Les Filles de Limmatquai
(1982)

Ebbene sì proprio Stephan Eicher, la celebre rock-pop-star elvetica… I suoi inizi sono stati però ben lontani dal mainsteam. Memore della sua esperienza nei tecnologici e gelidi Eisbär, Eicher propone uno splendido pezzo tecno-pop che non avrebbe sfigurato in uno dei primi album dei Depeche Mode.


Hertz – Willy Ritschard
(1982)

Una canzone ska-punk dedicata all’unico consigliere federale di estrazione operaia? Si può fare! E gli Hertz dimostrano come. Una sorta di cabaret-rock che mira al divertimento puro e al coinvogimento dell’audience.


Hungry for What – The Shattered Dream
(1985)

Grandi cori, belle melodie e personalità da vendere. Gli Hungry for What sembrano voler ricalcare musicalmente gruppi quali i Clash o i Social Distortion e avevano tutte le carte in regola per sfondare compresi i testi in inglese.


Per meglio capire l’evoluzione della musica alternativa nel mondo, vi proponiamo la trasmissione di Rete Tre « Formula Indie », che fa un viaggio in dieci puntate fra i maestri del genere.

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