Zurigo sotto assedio… dei fiori

Nel mondo si chiama ‘guerrilla gardening’ perché sovversivo, ma nella città sulla Limmat sono le autorità a promuoverlo

Qualcuno, a sud delle Alpi, si è allarmato: ora che Zurigo ha il suo festival cinematografico, vorrà fare concorrenza a Locarno anche sulle camelie? La Città, entro la primavera 2013, distribuità ai cittadini degli assortimenti di semi di fiori perché li piantino nei loro quartieri, dovunque ci sia terra: dalle aiuole dimenticate, ai piccoli appezzamenti che nessuno ha mai pensato di sfruttare, nel bel mezzo di asfalto e cemento.

Ma la ricaduta turistica di una città fiorita non è la priorità. Lo scopo di questa iniziativa è, piuttosto, civico: se è il cittadino stesso ad arredare con le piante il suo quartiere, ne sarà fiero. Ci vivrà meglio e ne avrà cura. Ne è la riprova il fatto che a ispirare l’amministrazione è stato il ‘guerrilla gardening’, una forma di protesta mirata alla riconquista dello spazio pubblico.

Il fenomeno naturale delle malve
Il guerrilla gardening nacque a New York negli anni Settanta, dove guerriglieri armati di semi e bulbi cominciarono a colpire di notte per sovvertire il regime grigio. Ma anche Zurigo ha la sua storia, in questa forma di attivismo.

Per molti anni si è creduto che a Zurigo le malve crescessero spontaneamente e con facilità. Un ‘fenomeno naturale ancora da spiegare’ fino a quando non è uscito allo scoperto Maurice Maggi, cinquantacinquenne che ammesso di praticare giardinaggio sovversivo dal 1984.

Blumen-graffiti ovunque, ma dal prossimo anno
Sono graffiti coi fiori. È lo stesso Maggi a chiamarli così, sul sito web che ha aperto per presentare la sua attività da quando non ha più nulla da temere. Anzi, la Città avrebbe voluto essere imbrattata già quest’anno, ma un problema coi fornitori ha impedito la distribuzione delle semenze. L’appuntamento è per la primavera 2013.

Guerrilla gardening around the globe: qualche scatto dal web

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