Dalle ceneri dei Vomitiors ecco i Dadotratto

Dadotratto 680 400

Il quintetto locarnese ha le sue radici in una delle più significative avventure della scena musicale ticinese degli anni 90.

I Vomitiors hanno rappresentato per più di un decennio, a partire dal 1994, il punk ticinese. Un punk melodico, coinvolgente e cantato rigorosamente in dialetto. Il lascito atistico della band è racchiuso in particolare nei 4 album che dal 1996 al 2003 sono stati pubblicati dalla band di Verscio. Ma con gli anni le divergenze, i conflitti personali e una certa usura hanno incrinato la compattezza dell’ensemble. E così dopo il concerto del 22 ottobre 2006 a Mendrisio, il batterista Daiv Pucci lasciò
definitivamente la band. Poco più tardi, abbandonò il gruppo pure Donat Walder, uno dei fondatori del
gruppo, per motivi personali e per seguire il batterista « in fuga ».

A questo punto era chiaro che qualcosa bolliva in pentola e in effetti qualche anno dopo (nel 2011) con il contributo decisivo di un terzo membro degli storici Vomitiors (Omar Poncini, detto Poncho) viene formata una band nuova di zecca: i Dadotratto. A completare la band Giacomo Longhi (basso) e Roberto Colombo (tastiere). E il risultato di questa formazione sono 10 tracce che vanno a formare il primo cd « Avanzato stato di riconciliazione ».

«Ascoltando i Dadotratto – ci dice Omar Poncini, passato ora alla voce – si nota una certa continuità coi Vomitiors: nel tipo di melodie, negli arrangiamenti, nel tentativo di dare elementi caratteristici in ogni canzone, evitando di ripetere sempre le stesse cose. Il suono oggi è più ricco, con meno chitarra e più tastiera, ma abbiamo abbandonato il dialetto: per non cercare troppa continuità con i Vomitiors e non metterci in concorrenza con noi stessi». Il rapporto con ciò che si è stati, appunto. È nel ricordo di sé che si rischiano di annidare traumi – estetici, sociali, personali – difficili da scovare e superare. Non sarà forse per questo che i Dadotratto esordiscono con un disco intitolato Avanzato stato di riconciliazione ? «Nel disco le canzoni parlano in diversi modi di riconciliazione: con la vita, con noi stessi, la nostra storia, i successi e i fallimenti. Riconciliarsi in fondo significa riuscire a dire “è stato giusto proprio così”. Il titolo non è da intendersi in modo troppo personale, e nemmeno è un rimpianto dell’esperienza Vomitiors».

Ripensando alla musica dei Vomitiors viene alla mente un’intensa – ancorché distorta – ispirazione melodica (in pezzi come Riei ) ma anche un’irriverente atteggiamento di provocazione (come in Vescof , parodistica ode alla morte di Eugenio Corecco). Nelle canzoni dei Dadotratto si ritrovano diversi esempi della prima caratteristica, ma che ne è stato della seconda? «Ci siamo liberati dal dover sempre essere provocativi e scurrili: non che sia insensato, ma rischia di diventare un gioco fine a se stesso. Oggi per noi conta più la musica e, se la parola non è eccessiva, la poesia». E la critica sociale? «È vero, nei Vomitiors vi era un po’ di critica, anche se non particolarmente approfondita. Vi erano soprattutto demenzialità e scurrilità, e di questo nei Dadotratto è rimasto poco, forse solo un certo gusto per l’ironia».

Leave a Reply